Gen 21

E’ finita nel migliore dei modi la vicenda legata al trasferimento di Kakà al Manchester City. Il brasiliano dimostra, per ora, di essere un Uomo e non un mercenario. E’ pur vero che Kakà al Milan già guadagni fior di quattrini, ma al City avrebbe raddoppiato i suoi introiti.
Ma sono stati principalmente i tifosi a far riflettere Kakà, che ha sentito il forte affetto dei fans, e a fare di lui l’erede di capitan Maldini. A cominciare dalla partita di Sabato sera contro la Fiorentina: si giocava in un’atmosfera surreale in cui riecheggiavano continuamente e insistentemente cori di incitamento e affetto nei contronti della stella rossonera.
Ma l’apice è stato raggiunto nella giornata di Lunedi, interamente spesa a invogliare il campione a rimanere al Milan. Sotto le finestre dell’appartamento di Kakà c’è stato un continuo via vai di tifosi che sono stati salutati due volte dal giocatore prima che arrivasse l’annuncio definitivo della sua permanenza in rossonero.

Il messaggio dei tifosi

Invogliato dai tifosi, consigliato dai compagni di squadra, sostenuto dalla moglie Kakà ha deciso di restare al Milan e di rinunciare ai soldoni dello sceicco. Ed è stata la decisione giusta per molti motivi.
Il City non è una squadra con blasone e storia e non può garantire palcoscenici internazionali di grande valore. Inoltre le squadre non si costruiscono solo con i soldi e questo non è un concetto che farà tanto piacere a Cook e allo sceicco Mansour, che non ha potuto ottenere quello che voleva.
Ne guadagna il calcio italiano e la Serie A che non perdono uno dei migliori giocatori al mondo. E ne guadagna il calcio, visto che qualcuno ha ancora valori e sentimenti. Altri, presumibilmente, non avrebbero fatto la stessa scelta.

Finisce così, con Kakà che saluta i tifosi, la telenovela di una settimana che i tifosi rossoneri difficilmente dimenticheranno.

Kakà saluta i tifosi