Gen 29

La sconfitta di Udine non va minimizzata e nessuno è intenzionato a farlo. La speranza è che al Friuli si sia chiusa una sola fase :quella dell’emergenza, con giocatori che mi sono apparsi spremuti, sia a livello fisico che sotto il profilo della determinazione. Credo che tutti lo abbiano avvertito già dai primi minuti, non c’era benzina per una gara aggressiva e si è cercato di far sfogare gli avversari per uscire poi alla distanza. Il calcolo non è riuscito, la rete dell’1-0 ha complicato i piani e anche il modo rocambolesco con cui l’abbiamo subita ha acuito il presentimento che si trattasse di una serata davvero storta. Ci è mancato Del Piero, capace di fare un passo indietro quando le cose non vanno e di dialogare con i compagni. Giovinco ha fatto una gara volitiva, ha preso molti falli (ma le punizioni andavano sfruttate decisamente meglio), le sue accelerazioni individuali hanno finito per scontrarsi contro un muro e , paradossalmente , la squadra non riusciva a tenere il passo della Formica Atomica. Quel che più mi ha preoccupato è vedere come una delle nostre tradizionali qualità,ovvero i tagli degli esterni, si è verificata solo rarissimamente e quando abbiamo provato a essere più dinamici finivamo per essere assolutamente disordinati e sfilacciati (in non poche ripartenze dei padroni di casa eravamo in inferiorità numerica, con recuperi difensivi sempre affannosi). E’ stata una partita molto spezzettata, con poca capacità di smarcarci senza palla e di cercare gli spazi vuoti. C’è mancata la lucidità, l’energia per fare quelle corse con la fiducia che il pallone ti verrà servito, siamo stati troppo rigidi. Solo al termine del primo tempo siamo riusciti ad alzare il baricentro, ad aggredire i loro portatori di palla e a renderci più continui nell’azione ma non riuscivamo quasi mai a organizzare una trama pulita.

E’ stato assolutamente negativo non essere riusciti a produrre neanche un’occasione dopo essere rientrati in gara con il rigore di Iaquinta. L’anno scorso, in partite storte come quella del Friuli, la forza dei nervi ci aveva salvato in finali convulsi. Dobbiamo ritrovare quello spirito perché nel girone di ritorno sarà sempre più difficile conquistare punti in maniera semplice. Ho invece apprezzato l’iniezione di energia data da Vincenzone Iaquinta. Spero che sia il segnale che le forze fresche sapranno farci ripartire, tenendo conto che il Cagliari è un ostacolo durissimo e quattro giorni dopo avremo una sfida dentro o fuori con il Napoli, sono due tappe fondamentali per un ottimale andamento della stagione.

Bartolomeo Alfonso Ferraioli juventusmember c0005656


Gen 26

L’epilogo della serata dell’Olimpico di sabato sera, lascia tutti gli sportivi delusi, soprattutto noi Juventini, perché non è così che vogliamo vincere!

Una gara segnata , purtroppo, da errori arbitrali offre argomento di analisi sulla classe arbitrale che nella prima di ritorno non ha brillato su nessun campo della serie A, anche se la punta dell’iceberg si è avuta a Torino con la pessima direzione di Saccani.

I tre punti, per il gioco espesso da Del Piero & C. potevano starci, ci starebbero sicuramente per le 5/6 palle gol create e sciupate (senza contare il gol di Marchisio) ma aimè ci stanno anche grazie agli errori della terna arbitrale.

Potrei stare qui a sprecare un mare di parole sulla gara, sul gioco, e sui protagonisti ma, ripeto, sono troppo deluso e amareggiato perché non mi va di vincere in questo modo!

Credo che non piaccia a nessuno e quindi la cosa, a mio parere , più onesta da fare, è ammettere questi episodi e soprattutto augurarsi che accadano sempre meno.

Bartolomeo Alfonso Ferraioli juventusmember c0005656

Gen 23

Per i tanti che dicono che le emozioni nel calcio sono poche e nulle.
Per coloro che affermano che si gioca soltanto per i soldi.
E per tutti che giudicano ogni singolo calciatore. Su un suo tiro fuori, su un suo goal, un dribbling di troppo o un dribbling sbagliato. Un rigore procurato, un rigore fallito, uno splendido salvataggio o un salvataggio mancato.
Il calcio uno degli sport più spettacolari al mondo e dove al suo interno girano interessi, scommesse….scandali!!

Il calcio…uno sport a cui dai tutto…ma che non può ricambiarti quasi mai niente…
Tra i mille colori della tifoseria che grida ad alta voce il tuo nome quando sei il protagonista spingendoti col loro calore, e che ti può rovinare quando sbagli; ed in quel modo vai in tilt, entri in un caos totale, tutto ti passa davanti fino a scoppiare in lacrime di dolore, proprio mentre sembrava avverarsi un sogno, vai sotto fisicamente e mentalmente…svanisce e ti svegli con la gola secca, tentando di recuperare la fiducia delle persone che ti circondano…
Dai tutto al calcio e lui ti chiede di più… Tra i mille infortuni, quanti hanno pensato di smettere, di “appendere le scarpette al chiodo”, solo in pochi riescono a continuare con una grande forza d’animo, condividendo gioie, dolori e disperazioni. La disperazione di un rigore fallito, o di una traversa piena, dove magari se quel tiro fosse finito 2 centimetri, 2 soli centimetri più in basso, la palla sarebbe entrata, la rete gonfiata e il portiere battuto e tutti sarebbero stati felici di esultare e di gridare “GOAL!!!”, e tu avresti potuto festeggiare nel modo che hai sempre sognato, correre sotto la curva tra i tuoi tifosi che ti applaudono e incitano ancora di più… Invece quel tiro che si stampa sulla traversa, ti porta ad una disperazione profonda. Tu sbagli e gli altri gioiscono, ma la disperazione è solo tua, in quei momenti nessuno ti è vicino…Criticato ovunque, tutto scaricato su di te! E’ proprio in questi momenti che vorresti lasciare tutto. Anche i tifosi inizieranno a tradirti perchè gli hai tolto la loro gioia… e proprio tra quelli in festa e tra quelli disperati, daresti calci a tutti pur di non deluderli!
Perchè alla fine il sogno di tutto si sa qual è… ma nonostante ciò, tra felicità o dolore, si ringrazia sempre qualcuno per dove si è… alzando le mani al cielo…

Il calcio… un gioco fatto da schemi e di grandi giocate, piccole e grandi squadre! Da sempre abbiamo ammirato grandi campioni. Ogni squadra, anche piccola aveva il suo leader. Quanti ne ricordiamo? Tantissimi.
Il calcio di oggi? Semplice…un calcio basato sul danaro. Chi ha più soldi vince, chi ne ha meno subisce. Un giro di 4-5 miliardi di euro gestito da poche persone. Due anni fa c’ stao lo scandalo Calciopoli, sanzioni, multe e retrocessioni. A distanza di 2 anni, quasi 3, i processi sono ancora aperti, tanti colpevoli e tutti che tentano di scappare. GIUSTIZIA!!!
Nel calcio continua il giro di miliardi…120 milioni per tentare di comprare un solo giocatore…cifre da record!! Ormai non è più il “Bel Calcio”…è la spendimania!
Cosa si deve fare per tentare di fermare questi fenomeni? Perchè non rivalutiamo i nostri giovani italiani?…Se non lo facciamo è inutile dire poi che la nostra nazionale non è all’ altezza delle altre.
Solo la Lega può salvarci…attendiamo qualche legge per far risplendere nuovamente il nostro calcio a livello mondiale!

Gerardo Tedesco

Gen 21

E’ finita nel migliore dei modi la vicenda legata al trasferimento di Kakà al Manchester City. Il brasiliano dimostra, per ora, di essere un Uomo e non un mercenario. E’ pur vero che Kakà al Milan già guadagni fior di quattrini, ma al City avrebbe raddoppiato i suoi introiti.
Ma sono stati principalmente i tifosi a far riflettere Kakà, che ha sentito il forte affetto dei fans, e a fare di lui l’erede di capitan Maldini. A cominciare dalla partita di Sabato sera contro la Fiorentina: si giocava in un’atmosfera surreale in cui riecheggiavano continuamente e insistentemente cori di incitamento e affetto nei contronti della stella rossonera.
Ma l’apice è stato raggiunto nella giornata di Lunedi, interamente spesa a invogliare il campione a rimanere al Milan. Sotto le finestre dell’appartamento di Kakà c’è stato un continuo via vai di tifosi che sono stati salutati due volte dal giocatore prima che arrivasse l’annuncio definitivo della sua permanenza in rossonero.

Il messaggio dei tifosi

Invogliato dai tifosi, consigliato dai compagni di squadra, sostenuto dalla moglie Kakà ha deciso di restare al Milan e di rinunciare ai soldoni dello sceicco. Ed è stata la decisione giusta per molti motivi.
Il City non è una squadra con blasone e storia e non può garantire palcoscenici internazionali di grande valore. Inoltre le squadre non si costruiscono solo con i soldi e questo non è un concetto che farà tanto piacere a Cook e allo sceicco Mansour, che non ha potuto ottenere quello che voleva.
Ne guadagna il calcio italiano e la Serie A che non perdono uno dei migliori giocatori al mondo. E ne guadagna il calcio, visto che qualcuno ha ancora valori e sentimenti. Altri, presumibilmente, non avrebbero fatto la stessa scelta.

Finisce così, con Kakà che saluta i tifosi, la telenovela di una settimana che i tifosi rossoneri difficilmente dimenticheranno.

Kakà saluta i tifosi

Gen 19

F.C. Abbasat di Alessandro Russo vince il Girone di Andata su F.C. Barcellona di Alfonso Todisco; una vittoria meritatissima che ha visto la formazione di Russo protagonista fin dall’inizio del torneo. La strada per la vittoria finale è ancora lunga… le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

GPteam di Giuseppe Parisella ottiene il miglior punteggio settimanale su Karisma di Mario Manzo, ecco la formazione vincente:

Titolari Ruolo Voto
ABBIATI P 7
GAMBERINI D 6
MAICON D 6
BIANCO D 5.5
SIMPLICIO C 6.5
DONI C. C 14
BRESCIANO C 13
ROSINA C 6.5
VALIANI C 6.5
IBRAHIMOVIC A 8
DI VAIO A 10

Sostituti Ruolo Voto
DIDA P -
STOVINI D -
CIRILLO D -
ARONICA D -
VITALE C 5.5
ITALIANO C -
BOMBARDINI C 6
LARRIVEY A -
LANGELLA A -

Gen 19

L’Inter arranca, anzi viene distrutta! Una super Atalanta inginocchia i campioni d’Italia e permette a Juventus e Milan di avvicinarsi alla vetta. Moratti infuriato per la pessima prestazione dei nerazzurri di Milano che praticamente non sono scesi in campo. Mentre i nerazzurri di Bergamo calcavano il campo di gioco come se fossero degli indiavolati e in soli 33 minuti liquidano gli avversari.

La Juventus nel posticipo strappa un punto alla Lazio. Ma c’è chi la vede positivamente come un punto guadagnato su un campo difficile e chi negativamente come un’occasione sprecata per avvicinarsi prepotentemente all’Inter.

Il Milan vince la Fiorentina con il solito Pato che sembra essere finalmente esploso proprio quando i rossoneri rischiano di perdere la loro stella. Una serata anomala quella di San Siro in cui riecheggiano più cori pro Kakà che di sostegno alla squadra. I tifosi erano evidentemente molto preoccupati per la vicenda che vede al centro dell’attenzione il campione brasiliano. Da segnalare che capitan Maldini ha praticamente nascosto per tutta la partita il pallone a Gilardino che aveva espressamente dichiarato di voler segnare al Milan ed esultare alla grande.

Un super Genova vince a Lecce e vola in solitario al quarto posto sognando l’Europa che conta. Sarebbe una conquista estremamente gratificante per tutto l’ambiente dei grifoni poter giocare in Champions il prossimo anno.
Ma in agguato c’è la Roma che risale la classifica trascinata da Baptista e inizia a minacciare il quarto posto.
Il Napoli, invece, è ben lontano dalla squadra di inizio campionato. Finito l’effetto della preparazione anticipata i partenopei mostrano i loro limiti soprattutto nella costruzione del gioco e vengono sconfitti dal fanalino di coda Chievo.
Vincono anche il Siena (nell’anticipo), il Cagliari e il Bologna.

Gen 19

Il pomeriggio calcistico si era chiuso in bellezza, con un’ottima notizia per i bianconeri, l’inter capolista travolta in quel di Bergamo dagli uomini di Del Neri.

La serata, ricca di premesse, non mostra, però, la stessa bellezza pomeridiana anzi, all’olimipico di Roma chi si aspettava una Juve arrembante, caricata dalla sconfitta nerazzurra, è stato deluso sin dalle prime battute, infatti, dopo i primi 10 minuti di noia è la Lazio a salire in cattedra, e pur senza occasioni degne di nota costringe la Vecchia Signora nella sua metà campo. La Juve fa fatica a venir fuori e quando sembra poterci riuscire viene punita dalla punizione di Ledesma, sulla quale un disattento Manninger ci mette del suo sbagliando l’uscita. Pochi attimi dopo è ancora la Lazio a sfiorare il raddoppio con Pandev, e forse è proprio l’occasione fallita dal macedone a spronare la Juve, che, come spesso accade, ha bisogno dello schiaffo prima di cominciare a giocare. E così finalmente si comincia a vedere la Juve che lotta, che gioca e con questo ritmo in pochi minuti giunge al pareggio con l’incornata del vichingo Mellberg. Nella ripresa la Juventus ha un ‘altro passo e trascinata dalla Piovra Nera (Sissoko) sembra poter arrivare alla vittoria, vittoria che purtroppo non arriva, arrivano invece 2 pesantissimi cartellini per i diffidati Molinaro e Sissoko, che saranno costretti a saltare la gara interna contro la Fiorentina.

Ma chi, tra noi Juventini, non avrebbe firmato sabato sera per un epiologo del genere?

Eppure il risultato di Roma parla chiaro: la Juventus è stata incapace di vincere una partita cruciale per il suo campionato, anche se alla fine del girone di andata, numeri alla mano, la Juventus è la realtà più significativa di questo campionato, con la miglior difesa, il secondo miglior attacco, un secondo posto con un -3 in rimonta dall’inter e i 3 punti in più rispetto alla passata stagione.Ma soprattutto, è il gioco a dar ragione agli uomini di Ranieri, gioco che manca all’inter e al milan, le 2 principali avversarie bianconere per la rincorsa al tricolore.

Il bicchiere è mezzo pieno? O mezzo vuoto?

Alla fine del girone di andata si possono trarre già alcune conclusioni, e la compattezza del nostro gruppo, la grinta e il gioco sono le armi che associate al rientro di uomini come Buffon, Camoranesi e Trezeguet ci permetteranno di arrivare a prestigiosi obiettivi. Forse anche sfruttando le debolezze di inter e milan. I nerazzurri, infatti, mostrano lacune nel gioco, e si affidano all’arma degli indecisi: i lanci lunghi, sperando che qualcuno o qualcosa possa fare la differenza. I rossoneri, invece, essendo una squadra da anni collaudata sono una squadra esperta e con buone trame di gioco ma hanno nella difesa il loro punto debole.

Il campionato più bello del mondo, resta pertanto, tutto da seguire, e tra attese e patemi solo a maggio si conosceranno i verdetti, del resto siamo solo al giro di boa.

Bartolomeo Alfonso Ferraioli juventusmember c0005656

Gen 16

L’Inter, da sempre una grande squadra con una grande storia, tanti campioni e tanti trofei. L’Internazionale che fin dai tempi remoti ha rappresentato il nostro calcio nel mondo. Una storia invidiabile, una squadra tra le più forti al mondo. Nel 2000 i nero-azzurri erano l’orgoglio italiano, una rosa di 24 giocatori, con solo 3 stranieri. Tre soltanto compreso lo staff tecnico.
L’Inter di ieri era un’Inter sempre combattiva, che non dipendeva da nessuno, la sua forza era il gruppo, e non il singolo, anche se i campioni non sono mancati.
L’Inter di oggi? Bhè…L’inter di oggi è come quella del 2000 con una sola differenza. Quei tre giocatori che allora erano stranieri, ora su una rosa di 24 e più giocatori gli italiani sono solo 3: Toldo, Materazzi e Balotelli. Quest’ultimo, il piccolo campione incompreso che lo scorso anno gli regalò lo scudetto….Ah, quasi dimenticavo un certo campione del mondo: Marco Materazzi.
Una squadra Italiana che in Europa ci rappresenta, e quando la formazione è schierata, tra gli 11 titolari non compare nemmeno un italiano. Che vergogna!
Negli ultimi 3 anni l’Inter ha vinto 3 scudetti, lasciamo stare come e in che modo. La cosa che in molti affermano è che l’Inter con quella rosa non ha bisogno di nulla, doveva essere competitiva su tutti i fronti, come il milan stellare di Sacchi e Capello poi, o come i “Galacticos” dei tempi migliori. Una rosa formata da 27 giocatori dove non c’è differenza tra panchina e titolari. Il presidente Moratti che fino al 2005 non ha vinto nulla, se non coppe italia; ha speso in 13 anni oltre 100 milioni di euro senza nessuna vittoria. Arriva Calciopoli e all’Inter arrivano i primi risultati. Acquista giocatori delle squadre coinvolte a metà prezzo, ma nonostante tutto la squadra in Europa non riusciva proprio ad ingranare le marce. Questo ha portato all’esonero Roberto Mancini.
Ecco, per 18 milioni di euro arriva Mourinho. Il tecnico si presenta severo e subito operativo. Decide di sfoltire la rosa e di comprare 3 giocatori; così la società accontenta il mister e acquista: Mancini per circa 20 milioni, Muntari per circa altri 20 e la “stella” Quaresma per 25 milioni di euro che con l’aggiunta di clausole presenti nel contratto arriva a 35, per un totale di 93 milioni di euro spesi per 3 giocatori più il coach. L’inter sembra partire alla grande specialmente quando sembra di recuperare lo sconfitto e perso imperatore Adriano. Mourinho, definito lo “special one”, che poi tanto special one non è, e non sembra diverso dagli altri, si fa spazio e fama attraverso la stampa usando le critiche, vedi Catania, “Lo Monaco”, per citarne qualcuno. L’inter fino a questo momento non ingrana in campionato, ma vince e conduce baciata dalla fortuna. Riscoppia il caso Adriano. Nelle sue vittorie ci sono le firme di 2 uomini: Ibrahimovich e Maicon. Potenza, tocchi vellutati e classe. Senza Ibra o senza Maicon, i 2 punti forza, l’Inter non c’è, basta vedere i risultati e i marcatori. Tutti dichiaravano che lo “special one” avrebbe dimostrato la sua forza in Europa….ma Europ…Euro? Ah si forse a spendere di più, visto i 75 milioni spesi per 3 giocatori e 2 dei quali sono perenni in panchina…Ritorniamo a noi, Inter e Champions Leaugue due cose che messe vicine sembrano proprio non funzionare. I nero-azzurri si sono classificati alla fase successiva come peggiore seconda beccando il Manchester Unaited. Nell’ultima partita di campionato l’Inter, orfana di Maicon, è stata bloccata in casa dall’umile Cagliari, mentre i Man Red hanno affondato 3 a 0 gli avversari della Juventus (in coppa), il Chaelsea, proprio sotto gli occhi del tecnico interista!
Mourinho e l’Inter, una coppia migliore non vi poteva essere. Basta solo pensare che lo stipendio di Ibrahimovich supera di 2 milioni lo stipendio di tutta la rosa del Palermo, staff compreso. E questa è una squadra che può permettersi anche di zoppicare? Semplice…NO!
Con una rosa del genere è ancora sul mercato…cose da pazzi!!! Si parla di crisi? Altro che crisi!
Special one, chiamerei Ballardini per l’impresa che ha fatto lo scorso anno…salvare un Cagliari in caduta libera.
Special one lo direi a Eddy Reja per l’impresa che ha fatto col Napoli…dalla serie C alla serie A in zona Europa.
La spavalderia del tecnico, dei tifosi e della società è una cosa che infastidisce molti. L’Inter e i tifosi interisti, non ammettono ciò che è evidente. La soluzione? Bisogna solo che tutti stiano in silenzio, senza pavoneggiarsi…perché con quella rosa, anche un allenatore come Di Carlo, per citare l’ultimo tecnico della serie A, sarebbe capace di vincere uno scudetto!
Special one? Chi? L’Inter? Che cosa?….Non li conosco!! Queste le loro risposte che ora, gli si rivoltano contro!

Questo è il calcio di oggi…e questo è calcio?

Gerardo Tedesco.

Gen 15

Non saranno di sicuro i tre gol rifilati al Catania ieri sera a sottolineare il magico momento bianconero, ma certo è che la Juve viaggia sulle ali dell’entusiasmo e le innumerevoli palle gol create e l’immensa mole di gioco prodotta non rispecchiano fedelmente il 3 – 0 inflitto agli etnei. Il risultato poteva, infatti, essere ben più rotondo, ma come si dice…chi si accontenta gode…

e godiamo noi bianconeri nel vedere una juve così bella…..
e godiamo noi bianconeri nel rivedere tra i pali Gigi Buffon…..
e godiamo noi bianconeri nel vedere il presente e il futuro in un abbraccio di classe ed emozioni….
e godiamo noi bianconeri al pensiero che quei due tricolori potrebbero essere ricuciti sulla nostra maglia….

Chi si aspettava una Juve in Coppa remissiva è stato deluso, in quanto Ranieri e i suoi UOMINI di questi tempi hanno fame di vittorie e non lasciano indietro niente…il mister infatti schiera una delle migliori formazioni a sua disposizione, badando poco al turn-over, e concentrando le attenzioni bianconere ad un solo obiettivo:la vittoria.

E la vittoria non tarda ad arrivare, infatti, bastano solo pochi minuti e la Juve è già in vantaggio con un tocco sotto misura dell’ottimo Marchionni lesto ad approfittare di una respinta corta di Bizzarri, scivola via il primo tempo sull’1-0 con una Juve sprecona ma padrona assoluta del campo.Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo, le emozioni non si fanno attendere e un pregevole scambio tra Giovinco e Del Piero porta la formica atomica a tu per tu col portiere ed è il 2-0 con un tiro perfetto all’incrocio dei pali, passano 2 minuti e il tris è servito, ci pensa il capitano a raccogliere all’altezza del dischetto un preciso passaggio dalla destra di Marchionni, girarsi su due avversari e trafiggere Bizzarri con una rasoiata nell’angolino sinistro…3-0 di li in poi la Juve ormai paga del risultato amministra evidenziando ancora però l’unico neo della serata, le tante palle gol sprecate. Ora ai quarti di finale ci attende il Napoli, il 4 febbraio all’Olimpico di Torino.

Bartolomeo Alfonso Ferraioli juventusmember c0005656

Gen 13

Ancora grande calcio. Ancora una strepitosa prova delle piccole squadre! Il campionato italiano si conferma in crescita!

La 18° giornata vede impegnate nell’anticipo di sabato 10: Genoa-Torino e Inter-Cagliari.

-Il Torino, anche con il nuovo tecnico Novellino, riconferma la sua crisi, incassando 3 reti in casa del Genoa. I padroni di casa, orfani di “el principe” Milito, affondano i granata. A segnare ci pensano Biava, Jankovic e Thiago Motta. Riscatto dei due ex-palermitani e la riconferma di quel Motta che dimostra a tutti coloro che lo davano per finito, di contare nel calcio che conta. Non dimentichiamo che ha militato anche nel Barcellona prima del grave infortunio. La situazione dei granata ora è veramente critica. L’ombra di “x-man” che ha offerto 50 milioni per far tornare il Toro nell’Europa che conta, fa tremare Cairo. L’ipotesi è che x-man sia la famiglia Ferrero, nota nel mondo dei dolciumi. Tutto tace al momento, ma a parlare è la classifica. Il toro ha preso una nuova bastonata. Genoa batte Torino 3 a 0.

-Nell’anticipo serale si scontrano Inter e Cagliari. Ospiti che si presentano davanti i campioni in carica in modo molto umile e ordinato. Sono proprio loro a dominare. L’inter orfana di Maicon, nonostante una rosa del genere, non riesce a trovare quell’attaccante in più che poteva offrire la potenza del terzino brasiliano. Partita da possesso palla nel primo tempo. Secondo tempo subito caldo con Fini che pesca Acquafresca, il quale con uno stop di petto, mette palla a terra e batte J. Cesar. Mourinho va in bestia. Lo special One al 74’ termina già i cambi, buttando dentro 5 attaccanti. L’inter trova il pari con il solito Ibra, ma viene baciata dalla fortuna per più volte, sia quando Biondini spara a lato a tu per tu con il portiere e sia quando il solito Acquafresca manda la palla in tribuna a porta vuota. Solamente un pareggio, per la macchina che non ingrana di Mourinho. L’Inter soffre e il Manchester se la ride e lo attende. Inter-Cagliari 1 a 1.

-Partita noiosa quella tra Bologna e Chievo. Gli ospiti trovano il vantaggio con Pellissier, ma vengono raggiunti da un rigore procurato e trasformato da Di Vaio che sale in testa alla classifica capocannonieri. La partita termina senza troppi sussulti concludendosi 1 a 1.

-Molto spettacolo lo hanno offerto Reggina e Lazio. Giocate spettacolari del tridente bianco-azzurro. Reggina che parte con lo sprint giusto e trova il vantaggio con Corradi su rigore. Si svegliano gli ospiti e Zarate ubriaca mezza squadra offrendo palloni d’oro al macedone Pandev che ringrazia e insacca. Tripletta per l’attaccante laziale. L’altro goal del momentaneo pareggio è stato siglato dal capitano Francesco Cozza. Una Reggina in ripresa con il suo nuovo tecnico baby Pillon, ma che per ora non trova la vittoria, perdendo in casa per 2 a 3.

-Il Palermo con una nuova vittoria, ritrova il sorriso e termina il silenzio stampa. I bergamaschi provano a mettere i bastoni tra le ruote alla squadra di mister Ballardini, che sembra essere più special one di Mourinho. Palermo che vince soffrendo. Micoli, Bresciano e Cavani per i padroni di casa, Floccari e Pinto per gli ospiti.

-Partenopei che si riconfermano imbattibili al San Paolo, fermando la squadra di Zenga per 1 a 0. Catania che recrimina molto su un’azione da goal fermata dal fischio arbitrale per la fine del primo tempo. Il fischio sembra essere arrivato 5 secondi prima del tempo previsto. Non gioca un bel calcio la squadra di casa. Hamsik in giornata no, sbaglia un rigore e Lavezzi è schierato anche con la febbre. Il goal arriva da “superbike” Maggio. Napoli 1 Catania 0.

-la Juventus trova una nuova vittoria e si conferma in piena forma. Conquista 30 degli ultimi 33 punti disponibili. A risolvere la partite è sempre il solito Del Piero che con una punizione dal limite, trafigge Manitta e firma il cartellino, conquistando i 3 punti. Siena che gioca bene, ma si inchina davanti ad una prodezza. Del Piero 1….scusate: Juventus 1 Siena 0.

-Sorpresa all’Artemio Franchi dove la Fiorentina perde a sorpresa contro il nuovo Lecce di Beretta. Salentini che schierano per la prima volta il tridente e passano subito in vantaggio con Giacomazzi che inganna Frey. Pareggio che arriva con Felipe Melo. Le squadre sciupano troppo, ma è ancora il Lecce a pungere con Castillo che sigla il goal che vale i 3 punti. Lecce batte Fiorentina 2 a 1.

-Il posticipo serale vede impegnate Roma e Milan. Rossoneri che schierano a sorpresa David Beckam. E’ subito la Roma a passare con Vucinic. Roma molto attiva nel primo tempo specialmente dalla fascia sinistra con un ritrovato Riise. Diavoli che nella ripresa scendono molto determinati in campo e trovano il pareggio con Pato su assist di kakà. Anche se è da evidenziare la rabbiosa incursione di Jankulovsky. Passa poco tempo ed il Milan va in vantaggio con ancora Pato che brucia Mexes sullo scatto e con un pallonetto morbido insacca alle spalle di Doni. Ospiti raggiunti ancora una volta da Vucinic. Milan-Roma termina 2 a 2, o meglio…Pato-Vucinic 2 a 2!

Gerardo Tedesco

« Previous Entries