La sconfitta di Udine non va minimizzata e nessuno è intenzionato a farlo. La speranza è che al Friuli si sia chiusa una sola fase :quella dell’emergenza, con giocatori che mi sono apparsi spremuti, sia a livello fisico che sotto il profilo della determinazione. Credo che tutti lo abbiano avvertito già dai primi minuti, non c’era benzina per una gara aggressiva e si è cercato di far sfogare gli avversari per uscire poi alla distanza. Il calcolo non è riuscito, la rete dell’1-0 ha complicato i piani e anche il modo rocambolesco con cui l’abbiamo subita ha acuito il presentimento che si trattasse di una serata davvero storta. Ci è mancato Del Piero, capace di fare un passo indietro quando le cose non vanno e di dialogare con i compagni. Giovinco ha fatto una gara volitiva, ha preso molti falli (ma le punizioni andavano sfruttate decisamente meglio), le sue accelerazioni individuali hanno finito per scontrarsi contro un muro e , paradossalmente , la squadra non riusciva a tenere il passo della Formica Atomica. Quel che più mi ha preoccupato è vedere come una delle nostre tradizionali qualità,ovvero i tagli degli esterni, si è verificata solo rarissimamente e quando abbiamo provato a essere più dinamici finivamo per essere assolutamente disordinati e sfilacciati (in non poche ripartenze dei padroni di casa eravamo in inferiorità numerica, con recuperi difensivi sempre affannosi). E’ stata una partita molto spezzettata, con poca capacità di smarcarci senza palla e di cercare gli spazi vuoti. C’è mancata la lucidità, l’energia per fare quelle corse con la fiducia che il pallone ti verrà servito, siamo stati troppo rigidi. Solo al termine del primo tempo siamo riusciti ad alzare il baricentro, ad aggredire i loro portatori di palla e a renderci più continui nell’azione ma non riuscivamo quasi mai a organizzare una trama pulita.
E’ stato assolutamente negativo non essere riusciti a produrre neanche un’occasione dopo essere rientrati in gara con il rigore di Iaquinta. L’anno scorso, in partite storte come quella del Friuli, la forza dei nervi ci aveva salvato in finali convulsi. Dobbiamo ritrovare quello spirito perché nel girone di ritorno sarà sempre più difficile conquistare punti in maniera semplice. Ho invece apprezzato l’iniezione di energia data da Vincenzone Iaquinta. Spero che sia il segnale che le forze fresche sapranno farci ripartire, tenendo conto che il Cagliari è un ostacolo durissimo e quattro giorni dopo avremo una sfida dentro o fuori con il Napoli, sono due tappe fondamentali per un ottimale andamento della stagione.
Bartolomeo Alfonso Ferraioli juventusmember c0005656


